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Aprire una ditta individuale: vantaggi e svantaggi e regime forfettario

Una ditta individuale è la forma più semplice per iniziare la tua attività, al giorno d’oggi aprirne una è molto più facile che in passato e potrai farlo senza troppi passaggi burocratici.

Per avviare il tuo business, come vedremo in questo articolo, non sono necessari infatti particolari adempimenti, ma è sempre conveniente?

Qual è la differenza tra ditta individuale e ditta ordinaria?

La principale differenza con le altre forme giuridiche è che l’imprenditore che decide di aprire una ditta individuale sarà l’unico responsabile del business che vuole portare a termine.

Quando parliamo di ditta individuale facciamo riferimento proprio a quel tipo di attività che hanno un solo titolare il quale sarà l’unico promotore della propria idea imprenditoriale.
In quanto titolare dell’azienda individuale inoltre il patrimonio dell’imprenditore sarà soggetto a un rischio di impresa.

Sarai tu quindi, in quanto a capo della tua ditta, a dover mettere a punto la strategia aziendale per far funzionare la tua attività e per trovare nuovi clienti, inoltre nel caso dovessero verificarsi problemi di natura legale o debitoria, sarai sempre tu a doverne rispondere.

Vediamo meglio quali sono i passi ma anche i vantaggi e gli svantaggi di questa forma giuridica e quando è meglio sceglierla per realizzare la tua attività.

Cosa fare per aprire una ditta individuale

In passato il primo passo che dovevi fare per aprire la tua ditta individuale era quello di aprire una partita IVA compilando i moduli disponibili presso l’agenzia delle entrate.
Era poi necessario iscriverti al registro delle imprese della città dove ha sede il tuo business.
Per gli altri passi ci si doveva recare all’INPS e aprire una posizione per contributi pensionistici e all’INAIL per le coperture sugli infortuni sul lavoro.

Al giorno d’oggi tutti questi enti si sono coordinati per creare un sistema molto più semplice per aprire una ditta individuale.

Attraverso una comunicazione unica d’impresa è possibile assolvere tutti questi obblighi utilizzando canali telematici.
Il registro delle imprese infatti è ora lo sportello unico a cui inviare questa comunicazione e questa singola pratica digitale conterrà le informazioni riguardanti per tutti gli enti.
In questo modo potrai aprire facilmente la tua ditta individuale.

Puoi anche far effettuare l’apertura al tuo commercialista, vista la facilità dell’operazione molti commercialisti non si fanno pagare l’operazione per poter acquisire il nuovo cliente.

L’impresa familiare e l’impresa coniugale sono sempre ditte individuali? Sì.

Un’altra forma di ditta individuale può essere quella di impresa familiare o impresa coniugale.
Nel caso dell’impresa familiare possono partecipare infatti anche sia il coniuge che i parenti fino al terzo grado, in ogni caso l’unico responsabile dell’azienda rimane il titolare.

In base alle esigenze del tuo business puoi decidere quale forma sia la più adeguata.

É quindi sempre conveniente aprire una ditta individuale rispetto ad una ditta ordinaria?

Aprire una ditta individuale ha determinati vantaggi ma dovrai anche tenere conto di alcune cose che potrebbero trarre situazioni sfavorevoli.

Prima di avventurarti in una nuova attività imprenditoriale dovresti infatti prendere in considerazione i pro e i contro di aprire una ditta individuale.

Quali sono i vantaggi di aprire una ditta individuale?

I vantaggi di aprire un’impresa individuale sono svariati.

Tra le varie forme giuridiche esistenti di certo questa è molto vantaggiosa in quanto è assai semplice la sua costituzione.

Anche la tenuta della contabilità risulta essere molto agevole e i costi di gestione sono sempre molto limitati.
Un altro punto a favore nell’aprire un’impresa individuale è il fatto che non c’è bisogno di ricorrere ad un notaio e anche che gli oneri fiscali poi sono ridotti al minimo, sia la costituzione sia lo scioglimento dell’azienda non sono sottoposti a tassazione.

Nel caso di una ditta individuale non è infatti obbligatorio tenere i libri sociali ma soltanto quelli obbligatori come da normativa fiscale.

Nel caso si volesse chiudere la ditta individuale è sufficiente chiudere la partita IVA e comunicarne la chiusura a INPS INAIL e Camera di commercio.
Rispetto ad altre forme giuridiche la ditta individuale è quindi molto semplice sia nella costituzione che in tutte le fasi successive.

Se non superi i 65.000 euro di ricavi puoi aprire una ditta individuale con partita IVA a regime forfettario.
Questo ti permetterà di avere una serie di vantaggi fiscali e contabili non da poco, grazie all’aliquota sostitutiva del solo 15% sul reddito.

Un buon 12% circa di risparmio rispetto ad una srl!

Gli svantaggi della ditta individuale

Se scegli di aprire una impresa individuale devi però tenere in conto anche alcuni svantaggi.

In primo luogo bisogna ricordare che in quanto titolare risponderai con tutto il tuo patrimonio personale nei confronti di eventuali creditori.
In caso di fallimento della tua impresa quindi dovrai rispondere con i tuoi beni personali come la casa o l’auto per far fronte ai debiti verso terzi.

Vi sono poi degli svantaggi di tipo fiscale sotto alcuni punti di vista.

Rispetto ad altre forme giuridiche con una impresa individuale potrai dedurre meno spese dal reddito, nel caso del regime forfettario addirittura non potrai effettuare nessuna detrazione.

Inoltre nel caso che la tua impresa dovesse riscontrare un certo successo con indotti discretamente alti, finiresti per pagare imposte abbastanza alte rispetto ad una più ordinaria SRL o SAS.

Quindi la ditta individuale è sempre la soluzione migliore?

In conclusione se hai in mente l’idea di aprire una ditta individuale dovrai tenere in mente i suoi pro e i suoi contro e metterti ad analizzare la crescita che prevedi, in termini di reddito, della tua impresa.

Ad esempio, l’aspetto più cruciale in particolare nella scelta del regime forfettario è quello relativo ai costi in deduzione.
Se sei un commerciante che effettua molti acquisti, ad esempio per la rivendita degli stessi, il regime forfettario è il regime peggiore, in quanto non ti consente di scaricare alcun costo.

Quanto costa il commercialista nella gestione di una ditta individuale?

Ovviamente non esiste una cifra fissa, in quanto ogni commercialista gestisce a modo suo i proprio profili di pagamento.
Possiamo dire, però, che ci sono delle forbici di mercato a cui si adeguano molti specialisti.

Ad esempio per una ditta individuale a regime forfettario, il costo del commercialista varia tra i 500€ e gli 800€ annui, mentre per una ditta individuale non forfettaria il costo è leggermente superiore.

Il confronto tra SRL e Ditta Individuale a regime forfettario

Facciamo un esempio, ci perdoneranno i commercialisti per l’eccessiva semplificazione.

Ipotizziamo che la tua impresa effettui vendite di prodotti per 10.000€ e che il costo di questi prodotti sia di 4000€, con un guadagno di 6000€.

Nel caso della ditta individuale a regime forfettario, la tassazione del 15% è sui 10.000€, in quanto non è possibile dedurre i 4000€ di spese.
Questo comporta che a chiusura anno fiscale a bilancio andranno inseriti circa 1500€ di imposte.

Nel caso della SRL, la tassazione è di circa il 27%, ma questa volta è possibile dedurre i 4000€ di spese, pertanto tali imposte saranno applicate solo sui 6000€.
Questo comporta una chiusura con circa 1620€ di imposte.

Ovviamente è un esempio molto riduttivo, in quanto vi sono molti più fattori da valutare: ad esempio nella SRL andranno aggiunti i costi di chiusura dei libri contabili e tante altri impedenze economiche da affrontare, c’è il discorso relativo all’IVA che non va in detrazione nel regime forfettario, oltre ad un maggior costo del commercialista nelle SRL. Inoltre il reddito dell’azienda (parliamo della SRL) non corrisponde con il reddito del professionista, il quale sarà inquadrato nell’azienda come suo dipendente, con tutto ciò che questo comporta.

Vero è, però, che lo stipendio del dipendente è detraibile come costo, così come i contributi.

Ultimo aspetto da valutare è proprio quello dei contributi, che pure alza l’asticella dei costi notevolmente.

Quindi a parità di introiti, quale costa di meno?

Si può quindi affermare, con una ovvia (e forse eccessiva) semplificazione, che complessivamente in una ditta individuale a regime forfettario è buona norma considerare che il 45% del fatturato “va via” in termini di tasse e contributi, mentre in una SRL “se ne vanno” circa il 60% del fatturato a cui sono stati scalati i costi in detrazione.

Per essere sicuri che sia la forma giuridica più adatta alla vostra attività consigliamo sempre di rivolgervi a dei professionisti del settore, un audit in tal senso ha costi molto limitati ma può consentirvi di risparmiare notevolmente nel corso dell’anno.

Scegliere la forma giuridica sbagliata è, purtroppo, fin troppo spesso causa di business fallimentari.

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