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Quali sono i capitali necessari per l’apertura di un’azienda?

Quanto costa avviare un’impresa?

Questa è di certo una delle prime domande che ogni aspirante imprenditore pone a sé stesso o al consulente di fiducia prima di avviarsi in una nuova sfida imprenditoriale.

La risposta è tutt’altro che immediata, perché ci sono diversi fattori che incidono sull’eventuale capitale che la società sarà chiamata a versare e sui relativi costi di apertura che l’imprenditore dovrà assumersi già solo per l’avviamento.

Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare nella maniera più comprensibile possibile quali sono le scelte che determinano il capitale necessario per l’apertura di un’azienda.

Come si sceglie una forma societaria?

Prima di arrivare a definire il capitale necessario all’apertura delle principali forme societarie riconosciute dal diritto italiano, dobbiamo fare un passo indietro e cercare di stabilire quali sono le categorie generali in cui si suddividono le diverse società e quali sono i criteri che generalmente portano alla scelta di una o dell’altra tipologia. Una scelta che l’imprenditore non sempre potrà eseguire liberamente, in quanto condizionata da specifici fattori.

I fattori a cui fare attenzione possono riguardare il tipo di prodotto o servizio che sarà oggetto dell’attività imprenditoriale. C’è anche da considerare se vi sarà presenza di soci, oppure se prevale la necessità di versare un capitale iniziale.

Molto importante è anche la valutazione sul livello di rischio a cui si vuole portare il patrimonio personale. Poi se l’attività sarà più a carattere commerciale oppure no. E non meno importante è la valutazione dei costi di gestione e il complesso insieme degli adempimenti che la futura società sarà chiamata a osservare.

Insomma, la scelta non è così semplice e richiede di essere ragionata ed eventualmente anche valutata insieme ad un consulente di fiducia.

Vediamo a questo punto, entrando sempre più nel merito, quali sono le macro-categorie a cui fare riferimento per la scelta di una forma societaria

Le tipologie di società: soci o capitale?

La prima distinzione delle diverse possibilità di società ci porta a individuare tre differenti tipologie:

  1. Società di persone;
  2. Società di capitali;
  3. Società cooperative.

A queste si aggiunge una quarta categoria che è quella della Ditta Individuale.

Ciò che distingue queste tipologie si basa sulla maggiore importanza riservata alla presenza dei soci rispetto alla presenza di un capitale iniziale. Questo per sintetizzare.

Forme societarie di persone

Quando si decide di aprire una società insieme ad altre persone, spesso figure con cui condividiamo il progetto d’impresa, la scelta della forma societaria ricade sicuramente su una delle tre tipologie ricomprese in questa categoria:

  1. Società Semplici (S.S.);
  2. Società in Nome Collettivo (S.N.C.);
  3. Società in Accomandita Semplice (S.A.S.).

Iniziamo con il dire che le società di persone non richiedono il versamento di alcun capitale in quanto si fa affidamento, appunto, sui beni dei soci che partecipano alla costituzione. Per quanto riguarda la tutela del patrimonio personale, va detto che nelle prime due forme, tutti i soci hanno una responsabilità illimitata verso eventuali obbligazioni. Pensiamo al caso di un creditore. Questi potrà rifarsi, eventualmente, anche su un solo socio per l’intera obbligazione.

I motivi per cui optare per questa forma societaria sono diversi: ad esempio i minori adempimenti, e poi anche la maggiore garanzia che queste forme societarie danno a banche ed eventuali fornitori rispetto ad una società che prevede il versamento di un capitale sociale.

Altri elementi che possiamo evidenziare ci portano a ricordare che le S.S. non possono svolgere attività di tipo commerciale, ecco perché si prestano ad attività di tipo agricolo, e che nelle S.A.S. si distinguono due tipi di soci: accomandanti e accomandatari, i quali sono diversamente responsabili rispetto alla società.

Per quanto concerne la Ditta Individuale, come il nome già fa ben intendere essa è formata da una sola persona la quale è totalmente responsabile di ogni onere o pendenza, dato che, tra l’altro, il proprio capitale personale e quello “aziendale” andranno a coincidere.

Il vantaggio di questa forma societaria è l’accesso a forme di fisco agevolato, quali ad esempio il regime forfettario.

Forme societarie di capitali (“Le società di Capitali”)

In questo caso, lo dice l’espressione, la differenza rispetto alle società di persone consiste nel fatto che non si vuole fare affidamento sui beni dei soci ma sul versamento di un capitale iniziale.

Tra le società di capitali troviamo:

  1. Società a Responsabilità Limitata (S.R.L.);
  2. Società per Azioni (S.p.A.);
  3. Società in Accomandita per Azioni (S.A.p.A.).

I soci rispondono di eventuali obbligazioni soltanto nella misura delle quota capitale conferita.

Inutile dire che si tratta di forme societarie che prevedono un numero maggiore di adempimenti e costi di gestione più elevati.

Queste problematiche, però sono bilanciate da una maggiore tutela del patrimonio personale.

Versamento del capitale nelle SRL, SPA e SApA

Nelle SRL il capitale sociale minimo da versare al momento della fondazione è di 1 €. Si tratta di una riforma rispetto a quanto avveniva fino a qualche anno fa, che dovrebbe stimolare l’attività imprenditoriale, in teoria.

Benché questo valore indichi il minimo di legge, va precisato che la prassi consolidata è il versamento di non meno di € 10.000, esattamente come era obbligatorio per legge negli anni passati.

Ma è soltanto una prassi, non un obbligo di legge.

C’è da dire però che se trattasi di SRL unipersonale (costituite da una sola persona) e il capitale versato è uguale o inferiore a €10.000 la legge stabilisce la necessità che sia versato interamente al momento della costituzione.

In caso contrario si può optare per il versamento del 25% al momento della fondazione e il resto a richiesta degli amministratori.

Non tutti sanno, però, che il versamento può essere anche sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria per un importo almeno corrispondente alla quota da versare. Rimane ovvio, ma meglio precisarlo, che il socio in questione potrà in ogni momento sostituire la polizza o la fideiussione con il versamento dell’importo in qualunque momento.

Nel caso delle Società per Azioni, il capitale minimo richiesto è di 50.000€, di cui almeno il 25% deve essere versato nelle mani dell’amministratore.

Per alcune società la legge prevede un capitale iniziale più alto, in particolare se si tratta di società bancarie, finanziarie o di intermediazione bancaria.

Più sostanzioso il capitale sociale minimo di una SApA che dev’essere almeno di €120.000 di cui il 25% versato presso un istituto bancario al momento della fondazione.Certamente il versamento del capitale sociale non è l’unico elemento a cui fare attenzione: vi sono i costi di gestione e di fondazione a cui bisogna fare altrettanto attenzione, che possono comportare un esborso più o meno consistente già in fase di avviamento.

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