{"id":190401,"date":"2024-04-11T17:00:40","date_gmt":"2024-04-11T15:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/madeit.srl\/magazine\/?p=190401"},"modified":"2024-04-11T17:00:47","modified_gmt":"2024-04-11T15:00:47","slug":"google-coreupdate-marzo-2024-cose-labuso-della-reputazione-online","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/madeit.srl\/magazine\/marketing\/google-coreupdate-marzo-2024-cose-labuso-della-reputazione-online\/","title":{"rendered":"Google CoreUpdate Marzo 2024: cos'\u00e8 l'abuso della reputazione online?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel <strong>mondo digitale<\/strong>, la <strong>reputazione online<\/strong> \u00e8 praticamente tutto. Siti di ogni tipo cercano di <strong>scalare le vette<\/strong> dei risultati di ricerca, ma alcuni prendono scorciatoie, che rientrano in quella che conosciamo come BlackHat, non proprio lecite. <\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio parliamo dell'<strong>abuso della reputazione<\/strong>: una pratica che consta nella pubblicazione di contenuti <strong>fuori contesto<\/strong> o di <strong>bassa qualit\u00e0<\/strong> ma che possono portare molte visite. Una pratica che <strong>offusca<\/strong> l'identit\u00e0 dei siti e che mette anche a <strong>rischio la fiducia<\/strong> degli utenti nell'affidabilit\u00e0 del sito web.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Esempi concreti di abuso dell'autorit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>Immaginiamo un <strong>sito web dedicato alla medicina<\/strong>. Improvvisamente, tra i suoi contenuti, compare una pagina sui <strong>\"migliori casin\u00f2 online\"<\/strong>. A prima vista non ha alcun senso, il contenuto \u00e8 completamente <strong>scollato<\/strong> dal contesto sanitario del sito. Si tratta di un classico esempio di <strong>abuso della reputazione<\/strong>: il tentativo di catturare traffico web grazie a argomenti <strong>\"caldi\"<\/strong> ma <strong>irrilevanti<\/strong>, che finiscono per confondere l'utente e <strong>minare<\/strong> l'autorevolezza del sito.<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure pensiamo ad un sito di <strong>recensioni cinematografiche<\/strong>. Gli utenti si aspettano critiche e approfondimenti sui film, non pagine su come <strong>\"aumentare i follower sui social media\"<\/strong> o sui <strong>\"migliori siti di chiromanzia\"<\/strong>. Anche qui, la <strong>non pertinenza<\/strong> dei contenuti risulta evidente.<\/p>\n\n\n\n<p>O ancora, un <strong>portale sportivo<\/strong> che, invece di approfondire tematiche legate all'attivit\u00e0 fisica, pubblica recensioni di <strong>integratori per l'allenamento<\/strong>. Se il sito non ha una sezione dedicata o se il team non verifica i contenuti, si cade nuovamente nell'abuso della reputazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sono penalizzati anche i contenuti di qualit\u00e0?<\/h2>\n\n\n\n<p>S\u00ec, anche un buon contenuto pu\u00f2 essere penalizzato se inserito in un contesto errato. Ad esempio un buon articolo su una malattia pubblicato su un portale dedicato al Calcio, nonostante la sua buona qualit\u00e0 esce fuori contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di una scelta volta a penalizzare la Parasite SEO. La Parasite SEO \u00e8 una strategia che<strong> sfrutta i siti web di alta autorit\u00e0 per migliorare la visibilit\u00e0 del proprio contenuto<\/strong> nei risultati dei motori di ricerca, beneficiando cos\u00ec del traffico e dell'autorit\u00e0 del sito ospitante. Questo approccio \u00e8 noto anche come \"piggybacking\" o \"leeching\" ed \u00e8 considerato prezioso nell'ambito della SEO per la sua capacit\u00e0 di ottenere maggiore visibilit\u00e0, traffico e, di conseguenza, posizionamenti migliori\u200b<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo un <strong>blog personale<\/strong> che si occupa prevalentemente di viaggi e avventure all'aperto. L'autore di questo blog decide di scrivere un articolo dettagliato su \"<em>Come preparare lo zaino perfetto per il trekking<\/em>\". Invece di pubblicarlo solo sul suo blog, l'autore decide di contattare un <strong>sito di alta autorit\u00e0<\/strong> nel settore outdoor, che accetta contributi esterni, e propone di pubblicare l\u00ec il suo articolo.<\/p>\n\n\n\n<p>L'articolo viene accolto positivamente dal sito di alta autorit\u00e0, dato il suo contenuto di valore e la sua pertinenza per il pubblico del sito. Una volta pubblicato, l'articolo sul sito esterno include alcuni <strong>link<\/strong> che puntano al blog personale dell'autore, magari riferendosi ad altri articoli correlati o alla homepage del blog.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anche i post pagati o post per la linkbuilding rientrano in questa pratica?<\/h2>\n\n\n\n<p>L'abuso della reputazione online pu\u00f2 manifestarsi in diverse forme, inclusi i <strong>pubbliredazionali<\/strong> e i contenuti creati principalmente per la <strong>vendita di link<\/strong>. Entrambe le pratiche <strong>possono distorcere l'autenticit\u00e0 e l'integrit\u00e0 di un sito<\/strong>, portando a confusione tra gli utenti e potenzialmente influenzando la percezione della qualit\u00e0 del sito stesso nei motori di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>Immaginiamo un <strong>blog di salute e benessere<\/strong> molto seguito e rispettato. Per guadagnare, inizia a pubblicare <strong>pubbliredazionali<\/strong> non segnalati chiaramente come tali, che promuovono prodotti di dubbia efficacia. Questi articoli, pur presentandosi come consigli genuini, hanno in realt\u00e0 l'unico scopo di <strong>promuovere un prodotto<\/strong> a fini commerciali. Questo \u00e8 un abuso di autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso modo, il sito potrebbe pubblicare contenuti che, seppur in linea tematica con il sito, sono sovraccarichi di <strong>link in vendita<\/strong>. Questi link, <strong>spesso inseriti in modo non naturale<\/strong> all'interno del testo, puntano a siti esterni, influenzando il <strong>ranking<\/strong> sia del sito che li ospita sia di quelli linkati, ma senza offrire un reale valore aggiunto al lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste pratiche, pur potendo generare entrate a breve termine, rischiano di <strong>erodere la fiducia<\/strong> degli utenti nel lungo periodo e di <strong>compromettere<\/strong> la valutazione del sito da parte dei motori di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L'impatto sull'utente e sui motori di ricerca<\/h2>\n\n\n\n<p>L'abuso della reputazione online attraverso pubbliredazionali non trasparenti e la vendita di link ha ripercussioni significative. Gli <strong>utenti<\/strong>, in cerca di informazioni affidabili, possono trovarsi di fronte a contenuti che mascherano intenti commerciali dietro a consigli apparentemente genuini. Questo non solo <strong>confonde<\/strong>, ma pu\u00f2 anche portare a <strong>decisioni malinformate<\/strong>, specialmente in ambiti sensibili come la salute o il benessere finanziario.<\/p>\n\n\n\n<p>Dall'altro lato, i <strong>motori di ricerca<\/strong> lavorano incessantemente per offrire risultati pertinenti e di qualit\u00e0. Quando siti rispettati si lasciano andare a pratiche di abuso della reputazione, questo complica il lavoro dei motori, che potrebbero inavvertitamente premiare contenuti di basso valore o, al contrario, penalizzare interi siti una volta scoperte tali pratiche.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve, l'impatto di queste strategie non \u00e8 limitato a un mero <strong>disagio temporaneo<\/strong> per l'utente; pu\u00f2 avere conseguenze durature sulla <strong>credibilit\u00e0 di un sito<\/strong> e sulla <strong>qualit\u00e0 generale<\/strong> del web.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Eccezioni e contenuti accettabili<\/h2>\n\n\n\n<p>Non tutte le forme di contenuti di terze parti o sponsorizzati sono da considerarsi un <strong>abuso della reputazione online<\/strong>. Esistono eccezioni legittime in cui la pubblicazione di tali contenuti \u00e8 non solo accettabile, ma anche <strong>valore aggiunto<\/strong> per l'utente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, <strong>siti di agenzie di stampa<\/strong> o <strong>pubblicazioni di notizie<\/strong> spesso ospitano articoli e reportage prodotti da terzi, contribuendo a una maggiore diversit\u00e0 di punti di vista e arricchendo l'offerta informativa. Allo stesso modo, piattaforme che permettono agli <strong>utenti di contribuire<\/strong> con i propri contenuti possono favorire la condivisione di esperienze e conoscenze, purch\u00e9 esista <strong>un solido sistema di revisione e verifica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, <strong>pagine di annunci<\/strong> o <strong>contenuti promozionali<\/strong> chiaramente identificati e gestiti direttamente dal sito ospitante possono essere utili per gli utenti, specialmente se pertinenti al tema del sito e presentati in modo trasparente.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiave sta nell'<strong>integrit\u00e0<\/strong> e nella <strong>trasparenza<\/strong>: i contenuti devono essere chiaramente etichettati, pertinenti al contesto del sito e offrire un <strong>reale valore<\/strong> all'utente. Quando queste condizioni sono soddisfatte, la pubblicazione di contenuti di terze parti non solo \u00e8 accettabile, ma pu\u00f2 arricchire l'esperienza online dell'utente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel mondo digitale, la reputazione online \u00e8 praticamente tutto. 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